giu 30, 2010

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Lo Studio Firmano e Mario Santoro

Mario Santoro (Catignano 11 ottobre 1905- Fermo, 2 aprile 1998) abruzzese di nascita ma profondamente fermano di adozione, fin dai primi anni della sua vita di medico e di studioso, si era intensamente appassionato alle vicende storiche e culturali della città fermana che lo aveva accolto. Amareggiato che un così vasto patrimonio di scienza e conoscenza si fosse perduto con la chiusura di quello Studium Generalis che aveva reso famoso il nome di Fermo nei secoli passati e che l’ immenso tesoro culturale, bibliografico e documentario custodito nella Biblioteca Comunale giacesse inutilizzato, dimenticato quasi, comprese con grande perspicacia e lungimiranza che solo la creazione di una attività scientifica altamente specializzata avrebbe potuto risvegliare l’ interesse e portare alla riscoperta e alla valorizzazione, non solo in ambito locale ma anche nazionale, del territorio fermano e delle sue potenzialità.

Mario Santoro nel 1955 dà vita allo Studio Firmano, istituto che doveva essere, secondo le sue intenzioni, una “continuazione ideale ma operante” dell’ antica Università di Fermo; una “Accademia” che si proponeva però anche “…la valorizzazione di tutto il nostro patrimonio artistico e culturale del passato e che se tra le sue attività ha quella di perpetuare il ricordo dell’ antica facoltà medica di Fermo, ha pure quella di occuparsi di studi storico giuridici, di storia politica locale, di arte e belle lettere tutte connesse col nostro Studio generale e quindi non con una sola disciplina…” (Nota 1 – da una lettera autografa al Prof. Mario Galeazzi . 26.02.1966, Archivio Storico dello Studio Firmano)

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Nasce così già negli anni ’40 durante la sua attività dei Direttore del locale Brefotrofio il tentativo di trasformare la semplice assistenza medica all’ infanzia abbandonata, in una attività di ricerca scientifica con la creazione della prima scuola in Italia per “assistenti nipiologiche” che lo pone, e pone con lui Fermo, all’ attenzione della comunità scientifica nazionale. Una “ scuola “ dove non solo si insegna a curare, ma si svolgono ricerche sulla mortalità del lattante, sull’ uso di latti e vaccini, sullo sviluppo fisico e psichico del fanciullo chiuso in comunità.

Negli anni seguenti, con sempre più vivo interesse per la storia della medicina e della scienza, per la ricerca e lo studio delle fonti, nasce in lui la volontà di creare un istituto che a queste discipline si dedichi. Comprende però che ha bisogno del consiglio e dell’ appoggio di una istituzione già salda e conosciuta a livello nazionale che lo possa immettere in un circuito di più ampio raggio.
Allievo ed estimatore del Prof. Adalberto Pazzini, fondatore e direttore dell’ Istituto di Storia della Medicina dell’ Università di Roma, a lui si rivolge mettendo sotto la sua protezione il sodalizio che intende creare.
Scelta felice, non solo perché tra i due nascerà una amicizia profonda e duratura, ma anche perché fin dal primo convegno che Santoro organizzerà sulla Storia dell’ Arte Medica e della Scienza nel marzo del 1955, e poi via via negli anni successivi, il nome e l’ egida di Pazzini richiameranno a Fermo gli esponenti delle più prestigiose scuole italiane di storia della medicina.
Le Università di Roma con Pazzini, di Bologna con Busacchi, di Ferrara con Muster, di Firenze con Nardi e Coturri, di Perugia con Stroppiana, di Padova, intrecceranno rapporti con lo Studio Firmano; i loro più qualificati rappresentanti, docenti e allievi, verranno a visitare, riscoprendola, la Biblioteca di Fermo della quale Santoro ne sarà il Direttore Reggente per tanti anni, si fermeranno a studiare il suo fondo antico, interessandosi anche alle vicende storiche e culturali del territorio.

Fermo ritorna così ad essere un centro culturale, un polo di attrazione per gli studiosi non solo dal punto di vista storico-medico, ma anche artistico e letterario.
Grazie allo Studio Firmano, potrà proiettarsi poi in una dimensione europea tramite i rapporti che Mario Santoro riuscirà a intrecciare con le più prestigiose Università e Istituzioni scientifiche internazionali: l’ Università di Bonn con il Rettore Steudel , l’ Istituto Storico Germanico con il Direttore Hagemann, la Società Internazionale di Storia della Medicina con il Presidente Wickersheimer, l’ Accademia Jugoslava di Scienze, Lettere e Arti di Zagabria con il Direttore Grmek e con tanti altri.

Il grande merito di Mario Santoro, aldilà delle sue doti personali e della sua caratura di studioso, è stato quello di aver creato un istituto scientifico altamente specializzato e qualificato che ha sicuramente contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione del territorio fermano, delle sue potenzialità non solo sotto l’ aspetto storico-medico, ma culturale “globale”.
Questo il fine dei Corsi di Alta Cultura promossi dal prof. Mario Santoro, nella duplice veste di Direttore della Biblioteca Civica e di Reggente dello Studio Firmano, dedicati all’approfondimento di argomenti di medicina, scienza, storia, arte, letteratura.

Mario Santoro, e con lui lo Studio Firmano, diventa l’ “ambasciatore” di Fermo in Italia ed in Europa.

Un’ eredità culturale e scientifica importante quella lasciata da Mario Santoro che è stata raccolta dal Direttore Dr. Alfredo Serrani che unitamente alla Dr.ssa Fabiola Zurlini – Vice-Direttore e Responsabile della ricerca scientifica dell’Istituto – ed all’intero Consiglio di Priorato dello Studio, proseguono l’opera del fondatore.

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